Pari opportunità

Documenti e informazioni utili sul contrasto alla violenza di genere

Il contrasto alla violenza di genere non è soltanto una grande questione di civiltà e di rispetto dei diritti umani ma è oggi anche una vera e propria “questione sociale”, dal momento che riguarda trasversalmente classi, famiglie, generazioni, gruppi etnici di riferimento. Come sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità è inoltre un grave problema di salute pubblica, che incide direttamente sul benessere fisico e psichico delle donne e indirettamente sul benessere sociale e culturale di tutta la popolazione. Una questione epocale, per dimensione e sviluppo nel tempo, troppo spesso colpevolmente sottovalutata. Ma, allo stesso tempo, la violenza di genere è anche un fenomeno assai difficile da contrastare, perché si annida negli interstizi della società, spesso sfuggenti e insospettabili, manifestandosi per lo più silenziosamente nella vita quotidiana e riuscendo a rappresentarsi come un evento accidentale persino nella percezione delle stesse vittime.

“Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, 2017-2020” e “Piano Operativo”

Il “Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, 2017-2020”, è stato implementato anche da un Piano Operativo di dettaglio ed è il frutto del lavoro della Cabina di regia. Sono componenti della Cabina di regia i rappresentanti di ANCI, le Regioni, l’Unione delle Province Italiane, il Ministero della Giustizia, il Ministero per la Pubblica Amministrazione, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero della Salute
Nel Piano Operativo sono presenti interventi multidisciplinari e trasversali per la prevenzione e il sostegno delle donne vittime di violenza e i loro figli minori, per garantirne la tutela, migliorare l’efficacia dei procedimenti giudiziari e rafforzare la capacità di perseguire e punire la violenza commessa. Inoltre sono previsti interventi per gli uomini autori di violenza.

Clicca quì  Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, 2017-2020” e “Piano Operativo

Quattro i punti in cui si articola l’azione di intervento:

  1. Prevenzione dei casi di violenza maschile contro le donne e di sensibilizzazione della collettività sul fenomeno
  2. Protezione e sostegno a supporto delle vittime di violenza e tutela dei minori coinvolti in episodi di violenza intrafamiliare e/o orfani di femminicidio
  3.  Miglioramento dell’efficacia dei procedimenti giudiziari a tutela delle vittime di abusi e violenze e di delitti connessi alla violenza maschile
  4. Costruzione di un sistema integrato di raccolta dati di attività di monitoraggio e valutazione, https://viva.cnr.it/

 

“PATTO DEI COMUNI PER LA PARITA’ E CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE”
La Convenzione di Istanbul definisce la violenza di genere nei termini di una violazione dei diritti umani, ha imposto agli Stati membri azioni rivolte alla prevenzione del fenomeno, alla protezione della vittima e alla punizione del reo. La violenza di genere è conseguenza della disparità tra uomini e donne e si configura all’interno della nostra società come un fenomeno di carattere strutturale e non episodico o emergenziale ed è quindi opportuno
perseguire, come indicato nella stessa Convenzione “le quattro P”: prevenzione, protezione delle vittime, perseguimento dei colpevoli, attuazione di politiche integrate. Le Sindache e i Sindaci dei Comuni capoluogo metropolitano, in sinergia e collaborazione con ANCI, sensibili al fenomeno hanno sottoscritto un documento chiamato “Patto dei Comuni per la parità e contro la violenza di genere” con l’impegno di mettere a sistema le risorse finalizzate a progettare e sostenere misure concrete e condivise che contribuiscano a migliorare la società e a portare reali benefici alle generazioni future a partire da un miglioramento della qualità della vita nelle città amministrate, oltre il mandato politico. Al centro del “Patto” il sostegno all’emancipazione femminile, attraverso i servizi locali, indispensabili, e il supporto alla rete di quei presidi – CAV e case rifugio – che proprio i Comuni, per primi, hanno istituito e incoraggiato. Ma tra le azioni è previsto anche un lavoro culturale, come il coinvolgimento degli uomini in tema di parità, per il
supporto alla conciliazione dei tempi famiglia-lavoro. L’iniziativa, grazie all’azione continua di ANCI, è stata diffusa capillarmente a tutti i comuni italiani affinché la sinergia tra le Amministrazioni rafforzi la lotta ai pregiudizi di genere e garantisca adeguato sostegno alle donne minacciate o vittime di violenza.
Clicca qui “PATTO DEI COMUNI PER LA PARITA’ E CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE” ed Elenco dei Comuni aderenti

 

25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’assemblea dell’Onu ha scelto il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.
Clicca qui: Convenzione Istanbul; 25 novembre 2019_Violenza contro le donne_Camera dei Deputati; lettera ai Comuni 25 novembre giornata intern contro violenza donne

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