Giorno della Memoria

Bianco: “Traiamo insegnamento dal passato per dare ai ragazzi una visione limpida del futuro”

“La memoria per un popolo è il suo patrimonio genetico. I Comuni italiani, senza differenze di colore politico, sono orgogliosi di rappresentare una parte significativa di questa memoria. Una memoria fatta di successi, di crescita e dei valori del nostro popolo. Ma anche memoria dei periodi bui, delle sconfitte, delle tragedie”. Lo dichiara il presidente del Consiglio nazionale Anci, Enzo bianco, nel giorno delle celebrazioni per il giorno della memoria.
“Traiamo insegnamento dalla memoria e dal passato – aggiunge Bianco – per dare ai nostri ragazzi una visione limpida, realistica ma vibrante del futuro. I nostri gonfaloni sono il simbolo di un’Italia che vuole riscattare orridi errori del Passato e far crescere i valori della nostra Costituzione”.
Nella giornata del ricordo per le vittime dell’olocausto, tante le iniziative nei Comuni italiani a partire da Roma dove la sindaca Virginia Raggi ha partecipato ad un evento in Campidoglio in cui ha annunciato “l’intitolazione di un parco di Roma al piccolo Sergio De Simone, cugino delle sorelle Andra e Tatiana Bucci”. Da Roma a Trieste dove il sindaco Roberto Di Piazza, insieme alle massime autorità regionali, ha deposto una corona alla Risiera di San Sabba, monumento nazionale e unico campo di concentramento nazista in Italia con forno crematorio.
Sono circa settemila, invece, i giovani che si sono ritrovati al Mandela Forum di Firenze per ricordare le vittime dei campi di concentramento nazisti. Insieme a loro il sindaco Dario Nardella che ha dichiarato la Shoah “una fenditura nella coscienza contemporanea che non si rimarginerà mai ma va curata”. A Napoli il sindaco Luigi de Magistris sarà presente alla cerimonia di deposizione di una corona di fiori in ricordo di Luciana Pacifici vittima delle leggi razziali.
La pioggia ha invece accompagnato la cerimonia di deposizione della corona e l’omaggio alle vittime della Shoah al cimitero ebraico di Livorno, a cui ha partecipato anche il sindaco Luca Salvetti che ha ricordato “il bene che alcune persone, livornesi, hanno saputo donare, nonostante l’odio e il razzismo fossero parte integrante della società. Il poliziotto Mario Canessa che ha accompagnato in Svizzera centinaia di persone” o “Giovanni Gelati che ha salvato la vita a Piera e Arnoldo Rossi”. E ancora “Isacco Bayona sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz”.
Di “momento di crescita collettiva” ha parlato la sindaca di Torino, Chiara Appendino durante le celebrazioni nella Sala rossa del capoluogo piemontese. “C’è qualcosa che non sta funzionando – ha detto – e quello che stiamo facendo forse non basta più. La sfida, oggi più che mai – ha aggiunto – è riconoscere l’odio e l’unico modo per riconoscerlo è la cultura. A voi giovani lasciamo un pezzo di questa responsabilità, di costruire una comunità coesa e che non abbia paura del diverso”.
A Bologna seduta solenne del Consiglio comunale a cui è intervenuto il sindaco Virginio Merola, alla presenza del presidente della comunità ebraica cittadina, delle autorità locali e di molti ragazzi delle scuole. A questi ultimi Merola ha rivolto un appello. “Siamo chiamati – ha detto – a comprendere che non può assolutamente ripetersi l’ingresso del disumano nella vita umana, in modo anche organizzato. Impariamo a distinguere e impariamo a rispettare quello che è scritto nel gonfalone del Comune di Bologna: libertà. E la libertà fa rima con responsabilità, altrimenti è scelta di servire qualcuno o puro egoismo”.
Commemorazione anche a Bari, nel corso della quale è stata deposta una corona presso la targa commemorativa affissa nella sala Consiliare del Comune. Sono intervenuti il vicesindaco Eugenio Di Sciascio, il presidente di Anpi Bari Ferdinando Pappalardo e Sara Acquaviva, giovane studiosa ed esponente del comitato provinciale Anpi. “Oggi – ha detto il vicesindaco – è il giorno dedicato alla memoria di quello che non si pensava potesse mai succedere e che, invece, è successo. Siamo chiamati, quindi, a ricordare per tenere vivi gli anticorpi contro il progetto nazifascista di sterminare un intero ‘genus’ umano, e questo, per noi amministratori, rappresenta al contempo una necessità e un dovere”. 

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