Salute nelle città

Bianco: “I Comuni promuovano una strategia ‘integrata’ per le fasce sociali più fragili”

“I sindaci sono in prima linea nel promuovere, attraverso la propria azione di governo, stili di vita salutari e di garantire, in misura crescente, l’accesso ai servizi e alle opportunità che le città offrono anche alle fasce più deboli e fragili della società. Costruire città in salute significa, come più volte sottolineato da Renzo Piano, sapere ricucire, rammendare le nostre città contrastando le disuguaglianze e i potenziali conflitti socio-culturali che ne derivano”. Lo ha sottolineato Enzo Bianco, presidente del consiglio nazionale di Anci intervenendo ai lavori del terzo Forum Roma Cities Changing Diabetes che ha radunato nella Capitale esperti ed addetti ai lavori per discutere della sempre maggiore interconnessione tra le città ed una nuova cultura della salute.
Bianco ha ricordato come ormai il primo cittadino “ha la responsabilità di fare delle scelte determinanti, le più prossime e concrete per il cittadino, dalla pianificazione urbana ai sistemi di trasporti e mobilità, dall’educazione e dall’informazione sui corretti stili di vita alla promozione dell’attività fisica e della sana alimentazione per contrastare la sedentarietà e la solitudine, l’esclusione sociale”.
Del resto il ruolo delle città nella promozione della salute “nei prossimi decenni sarà sempre più strategico visto che – ha spiegato – ormai il 70% della popolazione globale concentrata nelle aree urbane”.
Nelle città assistiamo sempre di più a un peggioramento degli stili di vita, i lavori sono più sedentari e l’attività fisica diminuisce. Tutti fattori sociali e culturali che – ha spiegato il presidente del Consiglio nazionale Anci – rappresentano un potente volano per l’obesità e quindi per le malattie cardiovascolari e naturalmente il diabete, una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca”.
Non è un caso che “un terzo dei malati di diabete nel mondo risiede nelle città e anche in Italia l’urban diabetes è un problema emergente di sanità pubblica, visto che nelle 14 città metropolitane risiede il 36% della popolazione del Paese e circa 1,2 milioni di persone con diabete”.
Da qui l’urgenza per le amministrazioni comunali di “farsi promotrici in prima linea di una strategia integrata, attraverso un approccio multilivello che comprenda iniziative di vario genere, sociali prima ancora che sanitarie, come interventi urbanistici e ‘laboratori’. sugli stili di vita sani”.
Un impegno che non va portato avanti solo a livello nazionale ma anche a livello europeo. “l’Italia si farà parte attiva per portare la proposta di istituire la Giornata per la salute e il benessere nelle città a livello europeo presso il Comitato delle Regioni dell’UE”, ha annunciato Bianco nella sua qualifica di vicepresidente del Comitato delle Regioni”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il vice presidente vicario dell’Anci Roberto Pella che, nella sua qualità di delegato allo sport ed alla salute, ha ricordato come “l’inattività fisica costa all’Europa circa 80 miliardi l’anno, risorse che potrebbero essere usate per dotare le nostre città di impianti sportivi”.
Secondo Pella sono proprio le città ad incarnare il ruolo di “laboratori possibili e praticabili per i cambiamenti così evocati e così necessari, che sono cambiamenti di paesaggio, di cultura e innovazione sociale, di dialogo e raccordo città-campagna, di innovazioni tecnologiche, di rammendi e rigenerazioni di spazi, luoghi e comunità”. E l’esempio arriva da alcune amministrazioni locali, come Milano, che hanno avviato i cosiddetti ‘Orti della salute’, laboratori mirati alla promozione dei corretti stili di vita, rivolti soprattutto a bambini e adolescenti”.
“Dobbiamo fare in modo di rendere queste sperimentazioni misure strutturali in grado di progettare città con la salute al cetnro del proprio mandato e della propria azione” ha sottolineato il segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra. “Come Associazione – ha ricordato Nicotra – abbiamo collaborato sin da subito su questi temi, consapevoli che il benessere dei cittadini richieda una centralità strategica da parte del sindaco e dei Comuni”. “L’Anci ha fatto tanto finora, promuovendo la giornata nazionale della Salute e siglando numerosi protocolli con associazioni che si occupano di questi temi come la Fidal.  Inoltre – ha concluso il Segretario generale dell’Associazione dei Comuni – nell’ambito della Scuola di Formazione per i giovani amministratori (Publica) abbiamo previsto un corso specifico per proprio per la figura dell’Health city manager”.