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Bianco: “Con Carta di Agrigento, cultura veicolo di coesione e sviluppo”

“Più cultura vuol dire anche migliore crescita e migliore sviluppo”. Così il presidente del Consiglio Nazionale dell’Anci Enzo Bianco intervenuto questa mattina alla tavola rotonda Impresa culturale come veicolo di sviluppo e coesione nell’ambito della II Conferenza Nazionale Impresa Culturale.
“I Comuni italiani – detto Bianco – sono il terminale istituzionale di base, costituiscono un elemento fondamentale delle politiche culturali nel nostro Paese, sia per la quantità di risorse investite, che per la responsabilità gestionale diretta e indiretta di strutture culturali: dalle biblioteche ai teatri, dai musei ai siti archeologici. È questo il livello istituzionale che, nonostante le difficoltà di bilancio, ha sostenuto il peso maggiore dell’intervento pubblico sulla cultura la cui promozione è da secoli uno degli elementi determinanti per le politiche di sviluppo delle Città”.
Un ruolo percepito anche dai cittadini e ne è una riprova, oltre che uno straordinario indicatore per la politica, il fatto che anche in tempi di crisi aumentino le persone che vanno nei musei e nei luoghi dell’arte. “Come si evince dal Rapporto Federculture – ha sottolineato Bianco – nel 2017 il valore annuale complessivo della spesa in cultura e ricreazione delle famiglie italiane è stato di 71,4 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa familiare complessiva, con una crescita del 2,6% in linea con l’incremento della spesa complessiva per consumi finali”.
“La cultura – ha aggiunto il Presidente del Consigli Anci – pervade trasversalmente la politica europea”.
I Trattati conferiscono all’Ue il compito specifico di contribuire al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune e stabiliscono che l’Unione è chiamata a rispettare la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e a vigilare sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.

Per Bianco: “i riscontri che giungono, sia dalle Istituzioni Europee che Nazionali, in questa fase di elaborazione del negoziato per la politica di coesione post 2020, sono un punto di partenza chiaro ed inequivocabile per strutturare una strategia utile a realizzare obiettivi ambiziosi”.
È stato previsto il raddoppio di importanti Programmi Europei che hanno un impatto diretto sulle politiche culturali come “Europa Creativa” ed “Erasmus” e ci sono riferimenti a questi temi nei documenti relativi agli Accordi di Partenariato ed ai Programmi Operativi degli Stati membri, in cui si ribadisce il valore della cultura come determinante strumento di coesione.
“Occorre – ha evidenziato Bianco – premere sulle istituzioni europee perché gli spazi per le politiche a favore della Cultura siano ulteriormente rafforzate, e dall’altra parte operare a livello di sistema-Paese per far sì che le opportunità fornite da tali politiche siano colte nella migliore maniera possibile”.
Proprio considerando l’importanza di questi temi, “l’Anci – ha detto – ha voluto organizzare il 5 aprile scorso, in un luogo straordinario come Agrigento, un momento di approfondimento con vari attori della filiera culturale nazionale ed europea, che ha portato alla redazione di una Carta, dal titolo ‘La cultura come veicolo di coesione’, che è stata arricchita, oltre che dai contributi emersi in quella sede anche da successivi suggerimenti giunti dai membri della delegazione italiana al CdR e dal sistema delle Regioni”.
“Con la Carta di Agrigento – ha spiegato Bianco – alla vigilia di importanti appuntamenti come la nomina della prossima Commissione Europea e la definizione del negoziato per la futura politica di coesione 2021-2027 abbiamo voluto rivolgerci a tutti i soggetti che giocano un ruolo nei processi di intervento, fornendo elementi per scelte più consapevoli e rispettose dei valori del patrimonio culturale”.
“Tra i punti cardine della Carta di Agrigento – ha concluso Bianco – alla quale hanno aderito centinaia di Comuni italiani e che sarà presentata al Comitato delle regioni dell’Ue a nome della delegazione italiana c’è: il rafforzamento del ruolo dell’Italia nella definizione delle politiche europee a favore della cultura; la richiesta di maggiore centralità ai Comuni nell’attuazione delle politiche culturali, favorendo la costruzione di sistemi di gestione integrati basati su reti e sistemi territoriali; la valorizzazione delle funzioni delle Regioni così da consentire un uso più virtuoso ed efficace delle risorse europee. Infine, la richiesta di aumentare, nella nuova programmazione dei fondi europei a favore delle aree in ritardo di sviluppo, gli investimenti a favore della cultura”.

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