Rigenerazione urbana

A Napoli il tavolo nazionale sulla creatività urbana verso una policy condivisa

Stamane presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, si è svolto il primo incontro sul tema della creatività urbana, co-organizzato dal Comune di Napoli – Tavolo interassessorile Creativitá urbana e dall’Anci, al fine di delineare una strada comune e condivisa nella gestione di questi importanti fenomeni creativi multidisciplinari che coinvolgono le comunità, i territori e le amministrazioni in un processo di continua ridefinizione di spazi e identità.
L’apertura dei lavori è stata affidata al vicesindaco Enrico Panini, l’assessore all’urbanistica Carmine Piscopo e l’assessore con delega alla creatività urbana Luigi Felaco.
“Parliamo in questa città – dice Carmine Piscopo – di più di 70 opere realizzate, oltre 100 opere mappate, 60 associazioni coinvolte in un processo che tiene insieme non soltanto tante deleghe differenti all’interno del nostro patrimonio amministrativo ma che rimette l’arte al centro e ripensa il senso, non soltanto delle nostre aree di margine urbane, quanto i luoghi centrali della nostra città”. “Abbiamo avvertito forte – ha spiegato il vice sindaco, Enrico Panini – l’esigenza di offrirci come un caso di studio, collaborare con le Amministrazioni delle città italiane più importanti che hanno problemi analoghi ai nostri. Sono problemi nuovi che vanno regolamentati dal punto di vista amministrativo. Va costruita una cultura. Un’opera su un muro è importante e va conservata nel tempo come se fosse un dipinto o c’è un naturale deterioramento perché essa riguarda la vita della città? Stiamo parlando di rigenerazione urbana, di accoglienza, del bello che le città devono mettere in campo anche in modo moderno”.
“Un confronto necessario con le principali realtà amministrative italiane in tema di arte e creatività urbana. – ha dichiarato l’assessore Felaco – Napoli capofila di questo primo tavolo di lavoro co-organizzato con l’Anci sulla rigenerazione urbana partecipativa dei territori, le diverse forme di arte pubblica declinata dalla street art, una giornata di confronto su temi cruciali quali la richiesta di riconoscimento del diritto autoriale, il ruolo delle amministrazioni nella gestione, facilitazione, promozione e tutela delle opere, è il nodo più problematico del confronto con le comunità locali e la comunità artistica, vere protagoniste di questi processi di autodeterminazione e riconquista di spazi e bellezza condivisa”.
“Con l’incontro di oggi l’Anci intende far partire un percorso di confronto e condivisione fra i Comuni che hanno attivato politiche attive sui temi della creatività urbana e dell’arte pubblica. Gli obiettivi sono la valorizzazione delle buone pratiche e la definizione di una piattaforma di proposte da portare all’attenzione del Mibact, perché si attivi nel nostro paese una politica nazionale a sostegno di questo settore” ha affermato nel suo intervento Vincenzo Santoro, responsabile cultura dell’Anci.
Secondo il vice sindaco di Roma, Luca Bergamo, “i meccanismi di standardizzazione, un’economia globale che sottrae alle persone la facoltà di vivere le città – attraverso meccanismi che riguardano sostanzialmente il patrimonio immobiliare – sono un fenomeno che contrasta l’espressione della creatività libera. L’oggetto dell’incontro di oggi è come noi nel nostro tempo riusciamo ad esprimerci e come attraverso questa espressione riusciamo a riconquistare un senso di comunità e di appartenenza al luogo in cui siamo. Questo accade principalmente fuori dai centri storici. Mia opinione è che è necessario che trovi una forma per esprimersi anche nelle zone più commercialmente preziose delle città”.
A porre l’accento sui rapporti con la comunità artistica è il vicesindaco del Comune di Palermo, Fabio Giambrone, il quale ha affermato la necessità di proseguire nel lavoro congiunto: “Senza porre limiti alla creatività, lavorando in stretta connessione con le/gli artisti, attraverso il loro riconscimento ad esempio con l’isitutuzione di un vero e proprio albo di categoria. Oggi nell’arte contemporanea ci si pone il problema dell’interazione tra il processo della pratica artistica e la comunità che si trova ad affrontare la definizione di spazi e percezione. Significativa è l’esperienza del quartiere Ballarò, dove è nata una spontanea cura delle opere da parte delle e dei cittadini.”
A seguire l’intervento dell’Assessore alla Cultura di Milano, Filippo del Corno, che ha evidenziato come l’azione delle amministrazione possa essere cruciale “attraverso l’ideazione di piattaforme condivise, nella promozione di una rete integrata di interventi che contemplino anche la street art tra le attività di maggiore risalto artistico-culturale della città. Essenzialmente la street art svolge il duplice ruolo di generatore di memoria e cura, raccogliendo le comunità a partire da un soggetto iconico, quale l’opera di street art, che produce un valore non squisitamente economico ma simbolico, di forte impatto.
Sull’unicità dell’esperienza della street art in chiave glocal, è intervenuto l’assessore alla cultura del Comune di Bologna, Matteo Lepore: “Ogni città ha la sua peculiarità per quanto attiene la pratica della street art e della creativita urbana, oggi più che mai, espressione di resistenza e resilienza dei e sui territori. Questo tipo di arte è un’occasione per lavorare sull’identità della città e sulla memoria: gli interventi cambiano lo Skyline della città e segnano una bandiera delle nuove centralità urbane”.
Anche il rappresentante del Sindaco del Comune di Cagliari, Francesco Ronnis, ha rappresentato la centralità del tema dei diritti di autore nella gestione dell’aspetto tecnico-amministrativo degli interventi autorizzati di creatività urbana: “in particolare occorre tutelare l’indipendenza degli artisti che è anche un tratto distintivo e strutturale della creatività urbana. La bellezza è la base di ogni crescita economica e sociale, la street art per sua stessa natura, non potrà mai essere condizionata da nessun regolamento, proprio perché è una forma estetica spontanea che non potrà e non dovrà mai essere castrata, né irrigidita da forme di tutela spinta che finirebbero col viziare la natura temporanea delle opere”.
Chiara Maule, assessore del Comune di Trento con delega ai beni comuni, ha sottolineato la funzione di “facilitatore” agita attraverso il regolamento adottato sui beni comuni, che “mette in connessione la parte cittadina portatrice di valori positivi e condivisi, con la parte amministrativa che mette al centro il benessere delle persone che vivono e attraversano lo spazio urbano.
Ad esempio, attraverso l’ideazione di percorsi che agevolano la presa in carico di spazi tendenzialmente imbrattati, affidate alle scuole con l’attivazione di progettualità volte alla loro tutela dei luoghi sensibili”.


La mattinata si conclude con l’intervento del assessore del Comune di Torino, Marco Giusta, con delega ai beni comuni: ” Torino è stata la prima città ad avere avviato circa 20 anni fa una discussione sul tema della creatività urbana e del suo rapporto con l’amministrazione territoriale. Sì alla “modellizzazione” corale delle buone pratiche, sì a quadri generali di accordo ma attenzione sempre alla tutela delle specificità locali, tenendo conto che queste forme di arte sono frutto dell’azione dei giovani che hanno ripreso il loro diritto di parola e critica dello spazio urbano, non si tratta solo di procedimenti di recupero della bellezza nelle periferie ma di azioni dal forte impatto relazionale con i territori. I muri come pelle della città devono parlare e respirare”. L’obiettivo è che incontri come questo possano portare alla stesura di un documento condiviso, anche in vista dell’incontro che avverrà prima dell’estate con il ministro alla cultura e al turismo, Dario Franceschini.

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