Comitato delle Regioni

A Bruxelles la plenaria del CdR. Risoluzione su prossima agenda Ue al centro della prima giornata

BRUXELLES – Il punto di vista delle autonomie locali dell’Unione rispetto all’agenda di obiettivi e priorità che metteranno in campo la nuova Commissione e il nuovo Parlamento europeo. La due giorni della 135sima sessione plenaria del Comitato delle Regioni, (oggi e domani 26 e 27 giugno) si aprirà con questa risoluzione, che traccerà per punti come e su cosa i Comuni e le Regioni d’Europa intendono esercitare la propria azione di supporto verso i decisori istituzionali europei. Il lavoro della delegazione italiana al CdR ha prodotto diversi emendamenti alla risoluzione e saranno illustrati oggi in plenaria (inizio previsto ore 15.00) dal capo della delegazione e presidente del Consiglio nazionale Anci, Enzo Bianco. Le proposte emendative, che verranno poi votate dai delegati dei paesi membri, si sono concentrate su quattro temi centrali: cultura, Agenda urbana europea, immigrazione e ambiente. E proprio l’ambiente, e relative catastrofi da cambiamenti climatici, sarà al centro della giornata di domani 27 giugno, quando il plenum delle autonomie locali discuterà due pareri, il primo a firma del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il secondo con il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, quale primo firmatario.

Il presidente del Comitato delle Regioni, Karl Heinz Lambertz, illustra la piattaforma per migliorare l’accoglienza nei piccoli e medi Comuni

Intanto nella giornata di ieri il CdR ha focalizzato l’attenzione su un altro tema al centro delle attenzioni dell’Unione europea, quello dell’immigrazione. Nel corso del seminario tematico “Integration of migrants and refugees in small Territories: a Factor for local development”,
il presidente del Comitato delle Regioni Karl Heinz Lambertz ha presentato una piattaforma che aspira a mettere a disposizione delle municipalità e delle Regioni dell’Europa le migliori pratiche a livello locale per la gestione dei fenomeni migratori. Una strumento che ha come obbiettivo ultimo l’integrazione tra le politiche di gestione e accoglienza a livello di metropolitano e le politiche messe in atto nelle città medie e soprattutto nei piccoli Comuni.
“Bisogna sfatare miti e stereotipi – ha detto Lambertz durante i lavori – per dimostrare che l’Europa può essere più forte se punta sulla diversità. Questa piattaforma vuole puntare forte sui piccoli Comuni, spesso sotto rappresentati che troppo spesso non hanno la possibilità di scoprire e attuare le tante buone pratiche che si attuano in Europa. E puntare sulle realtà rurali significa anche alleggerire l’onere dell’immigrazione a favore delle grandi città, favorendo lo stop allo spopolamento che affligge tante piccole realtà”.
I convegnisti, tra cui l’analista politica dell’Ocse Anna Piccinni, il direttore del Fondo migrazioni della Commissione europea Beata Gminder e Laura Corrado, capo dell’unità DG Home della Commissione europea, sono tutti convenuti sulla necessità di aiutare con fondi e politiche ad hoc le aree interne dei Paesi membri. Dove ci sono servizi fondamentali i cittadini vivono meglio e i migranti hanno più facilità ad integrarsi. Dal superamento del digital divide, alle scuole, passando per l’integrazione linguistica. Altro punto d’incontro tra i relatori è stato quello della qualità della vita. Nei piccoli centri si vive meglio, c’è più offerta di “umanità” e dopo un primo impatto dove prevale il senso di abbandono anche i migranti, soprattutto famiglie, se ne rendono conto. Dai piccoli e medi Comuni può nascere quindi un nuovo sistema di accoglienza e il Comitato delle Regioni ha ribadito che se ne farà portavoce affinché un programma di aiuti concreti per questo obiettivo entri dalla porta principale della prossima agenda 2019-2025.

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